Torino, Bassi c’è. Ora caccia a un mediano

Petrachi non si ferma: è più vicino Filipe, esterno portoghese del Parma
TORINO, 24 luglio – Avevo promesso due colpi entro domani, Gianluca Petrachi: aritmeticamente è stato di parola e pure prendendosi un giorno di riposo anticipato, giacché nel ritiro di Norcia, stamane, il ds presenterà Alen Stevanovic, il centrocampista offensivo prelevato dall’Inter in compartecipazione, in cambio della comproprietà di Simone Benedetti; e contestualmente svelerà dettagli e retroscena circa l’ingaggio di Davide Bassi, portiere prelevato dall’Empoli in prestito con diritto di riscatto: non però per una compartecipazione, ma per l’acquisizione di tutto il cartellino. Concretamente, però, questi due innesti si riveleranno magari fondamentali in corso d’opera, mentre per le esigenze immediate di Franco Lerda sarebbe stato preferibile l’arrivo di almeno un mediano. L’allenatore ha bisogno di passare dalla fase generalista all’aspetto specifico del suo lavoro, ma senza i due titolari del centrocampo (e pure con Gorobsov acciaccato, tant’è che domani pomeriggio il giovare regista quasi certamente salterà l’amichevole contro il Casarano) l’evoluzione tattica del Toro non può certamente decollare. In rosa oggi solo Isaac Cofie ha le caratteristiche per giocare davanti alla difesa: ecco che dunque domani il Torino farà ricorso a Paolo Zanetti, pur avendogli già fatto capire che a fronte di un’offerta anche lui potrà andare via. Teoricamente potrebbe scalare in quel ruolo Luca Belingheri, ma il centrocampista ex Ascoli sta dimostrando nel 4-2-3-1 di poter essere un giocatore importante, giostrando come seconda punta e sfruttando gli spazi creati dai compagni. Stevanovic ha qualità e peculiarità per essere schierato in tutti e tre i ruoli a ridosso della prima punta, e in quella zona del campo Lerda comincia ad avere una buona opportunità di scelta, per quanto all’appello manchino ancora almeno due o tre grossi calibri. Bassi verrà a contendere la titolarità a Davide Morello: la politica del Torino è chiara, in ogni ruolo dev’esserci una coppia in grado di giocarsela alla pari. La concorrenza aumenta gli stimoli e produce altresì una qualità migliore degli allenamenti. La strategia della competizione è pure la spiegazione che il Toro ha addotto al portoghese Filipe Oliveira. Al difensore (pure lui ex Chelsea ai tempi di Di Cesare) il ds Petrachi ha fatto recapitare questo concetto: Io sono convinto che nel Torino tu possa avere nell’immediato maggior spazio di quello che avresti nel Parma in A, ma in ogni caso la logica che ci ha spinto a chiederti in prestito non è quella del mercato, bensì una ragione tecnica. Noi crediamo che con le tue qualità tu possa essere un terzino destro di spinta davvero funzionale al modulo di gioco del nostro allenatore, proprio come D’Ambrosio. Poco alla volta Filipe sta metabolizzando il concetto e poiché Petrachi lo considera una prima scelta, la volontà non è quella di mettere fretta imponendo aut aut: tanto più che l’intesa col Parma per lo scambio con Pisano è già definita. Tornando alla mediana, tutto è pronto per lo scambio Pratali-De Vezze: anche in questo caso l’operazione non è un’opportunità di forma, ma pura sostanza. Ai pugliesi serve un bravo e serio centrale, ai granata fosforo ed esperienza in mediana. Infine Diana: eccessivo parlare di fumata nera, però il suo trasferimento al Bellinzona si complica. In assenza di novità, pure il difensore potrebbe presto aggregarsi ai compagni in ritiro a Norcia.Stefano Lanzo
Articolo originale su TuttoSport















